• Raffaele Contino

Quali misure stanno adottando le aziende per prevenire i contagi in ufficio e in fabbrica.

Aggiornato il: 5 giorni fa

Nelle ultime settimane ho pensato di offrire ad alcuni imprenditori e manager nel mio network (aziende manifatturiere tra 5-150 M€, media fatturato 30 M€) la possibilità di incontrarsi in un ambiente virtuale, informale e confidenziale, con l'obiettivo di condividere informazioni, competenze ed esperienze diverse che possano aiutare a superare questa situazione nuova.


Tutte persone molto in gamba che gestiscono aziende importanti e con problemi reali.


Dai primi due incontri devo dire di aver riscontrato quanto chi gestisce un'azienda abbia voglia di un confronto aperto tra propri peers. E di quanto ciascuno abbia da dare all'altro.


Un feedback che in parte mi ha sorpreso, visto che l'imprenditore italiano è noto per essere chiuso e diffidente. Sarà sicuramente merito del gruppo di persone coinvolte, ma forse qualcosa sta cambiando...


In ogni caso l'energia e l'interesse che ho riscontrato è qualcosa che mi fa molto piacere perché credo fortemente nella collaborazione tra aziende e penso che solo lavorando insieme, a tutti i livelli, le aziende italiane potranno crescere e competere ancora di più in un mondo in continua evoluzione.


Ovviamente non posso entrare nei dettagli delle discussioni private, ma vorrei condividere qui alcuni spunti pratici che sono emersi durante queste discussioni sulle misure di prevenzione contagi e che spero possano essere di aiuto per altre imprese manifatturiere che stanno in queste settimane riprendendo l'attività industriale.


Alcune premesse sulla prevenzione dei contagi in azienda


Eventuali contagi contratti presso la sede aziendale o durante il tragitto casa-lavoro sono considerati infortuni sul lavoro, con tutte le conseguenze amministrative e potenzialmente penali del caso.


Per questo motivo molte aziende stanno adottando protocolli severi e hanno istituito un sistema di controlli e registrazione delle verifiche effettuate, da fornire in caso di necessità per dimostrare di aver posto in essere tutte le misure ragionevolmente necessarie. Per ora non esistono linee guida chiare e prescrittive da parte delle istituzioni.


E’ inoltre raccomandabile concordare con i sindacati attraverso un apposito accordo, il piano delle misure da adottare.


Esempi di azioni correttive in ufficio

  • All'inizio della giornata igienizzazione delle postazioni a cura dell’operatore mediante disinfettante presente in loco (per ridurre il carico d'incendio è raccomandato l’uso di contenitori di piccole dimensioni e/o di diluire il contenuto);

  • Igienizzazione frequente (2-3 volte al giorno) di maniglie e altri oggetti toccati di frequente;

  • Mantenere in smart working tutte le persone che possono e vogliono farlo;

  • Per chi non può lavorare in smart working è consigliabile dividere le persone in due o più gruppi e alternare la loro presenza negli uffici;

  • Sanificazione di tutti gli spazi almeno una volta alla settimana nel weekend mentre gli uffici sono vuoti. Non esistono sanificazioni “certificate” anche se molte società di pulizia offrono protocolli dedicati e rilasciano un documento che prova l’esecuzione dell’attività.

Esempi di azioni correttive in stabilimento

  • Segregazione dei reparti mediante barriere che consentono l’accesso in modo ordinato e solo per effettiva necessità;

  • Sfalsamento dei turni nei vari reparti per evitare eventuale car sharing e relativo rischio contagio durante il tragitto;

  • Aumentare il numero di turni (es. per aree produttive disaccoppiate) sfruttando anche il sabato;

  • A ogni inizio turno dotazione di nuove mascherine e guanti;

  • A ogni inizio turno igienizzazione delle postazioni a cura dell’operatore mediante disinfettante presente in loco (per ridurre il carico d'incendio è raccomandato l’uso di contenitori di piccole dimensioni e/o di diluire il contenuto);

  • Chiusura delle aree ristoro;

  • Chiusura della mensa e trasformazione della stessa in area ristoro con accesso contingentato e postazioni singole distanziate;

  • Controllo della temperatura corporea all'ingresso e all'inizio di ogni turno (possibilità di installare termo scanner per la rilevazione e log automatico);

  • Sanificazione di tutti gli spazi almeno una volta alla settimana nel weekend mentre la fabbrica è vuota. Non esistono sanificazioni “certificate” anche se molte società di pulizia offrono protocolli dedicati e rilasciano un documento che prova l’esecuzione dell’attività;

Tamponi /test rapidi

  • Ad oggi non c’è chiarezza su quali test sono riconosciuti e quali sono le procedure relative. Non è chiaro se sarà necessario eseguire dei test e nel caso se dovranno essere eseguiti e/o certificati dalle ATS;

  • Molti stanno aspettando linee guida più chiare, mentre altri stanno attivandosi per effettuare test a tappeto ogni 8 o 15 giorni;

  • La filiera di fornitura dei classici tamponi (più precisi ma molto costosi) e dei kit rapidi (minore precisione, ma costo limitato) è al momento piuttosto satura e non si riescono facilmente a reperire sul mercato in modo affidabile;

Sicuramente ci sono altre cose che si possono fare. Se stai facendo cose diverse che stanno funzionando, condividile commentando questo post.


Inoltre ho creato una pagina dove ho raccolto alcune informazioni pubbliche che possono aiutare in questa situazione complessa:


https://www.hikeupconsulting.com/covid-19-response


Ti invito a visitarla e a farmi sapere cosa ne pensi!




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